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La propaggine collinare che costituisce l’estremità meridionale del territorio di Paternopoli, fu chiamata dai Romani conquistatori MANIMURCI (ossia Fonte di Venere). In questa zona, tra il IV ed il III secolo a.c., i coloni greci introdussero la coltura dell’odierno Aglianico, vitigno che si è ben impiantato, trovando le condizioni ideali per il proprio sviluppo in un microclima reso stabilmente asciutto dalle correnti provenienti dalla valle dell’Ansanto, sature di esalazioni sulfuree, e nel terreno compatto, argilloso-calcareo misto a materiali vulcanici, povero di sostanze organiche e ricco di elementi potassici e fosfatici, tali da conferire al vino l’inconfondibile gusto morbido e rotondo, con lieve aroma di marasca, di viole di bosco e di spezie.
È in questo contesto, nel cuore della rinomata area del Taurasi Docg, che nel 2002 nasce TENUTA SAN PIETRO. Questa dinamica ed emergente azienda, affonda le radici del proprio successo nella dedizione e scrupolosità per il lavoro e nella passione per il buon vino trasmessa nel tempo da generazioni di viticoltori.
Rinnovata nella compagine sociale nel 2007, la giovane azienda, guidata da giovani imprenditori, gestisce e conduce circa 30 ha di vigneti coltivati ad aglianico, dove le basse rese, conferiscono una qualità eccelsa alle uve, parte delle quali provenienti da vitis vinifera di un vigneto prefillosserico di circa 2 ha impiantato alla fine del 1800. Ma, da queste parti, la forza e la legittimità della tradizione, espressa da un controllo quasi maniacale dei vari passaggi che partono in vigna e finiscono con la soddisfazione finale del consumatore, si armonizza magicamente con la tecnologia d’avanguardia (micro e macroossigenazione, fermentazione a temperatura controllata, impianto di stabilizzazione microbiologica a freddo, ecc.) che aiuta a rendere potenti e maestosi i rossi “4 Contrade” Aglianico doc Irpinia (affinato in acciaio), “Rossocupo” Aglianico doc Irpinia Campi Taurasini (affinato 10 mesi in tonneaux e barriques) e il “Poema” Taurasi Docg (tre anni di invecchiamento di cui uno in legno), e freschi e seducenti i bianchi autoctoni d’Irpinia quali gli inimitabili Greco di Tufo docg e Fiano di Avellino docg o la rinomata Coda di Volpe Irpinia doc.
Da Manimurci non si effettuano “tagli”: le bottiglie vengono prodotte tutte in purezza, per ottenere vini capaci di deliziare i palati più esigenti.
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